L'immersione scuba è uno sport ad intensivo utilizzo di attrezzature, e non deve quindi sorprendere
che siano molte le argomentazioni e le discussioni su quale tipo di attrezzature e soluzioni siano più
efficienti e sicure. Spesso i dibattiti più accaniti s'incentrano proprio su come configurare le proprie attrezzature.
Questi dibattiti sono certamente più accesi nella comunità dedita alla subacquea tecnica, ma la scelta e la configurazione
degli equipaggiamenti sono argomenti la cui importanza è avvertita ad ogni livello di attività scuba.
In alcuni casi un dibattito può nascere su questioni fondamentali come il tipo di sacco da raccomandare ai subacquei neofiti
o la posizione in cui tenere l'erogatore da passare al proprio compagno in caso di difficoltà o emergenza
(ad esempio, dalla bocca, da una tasca o da un sistema ritentore).
I subacquei configurati in modo uguale e che s'immergono con attrezzature e procedure similari, sono più efficienti
ed efficaci nell'affrontare situazioni d'emergenza o nel riconoscere problemi nell'attrezzatura del compagno.
se il vostro compagno porta l'erogatore in una tasca chiusa con il velcro, mentre il vostro erogatore è disposto attorno al collo,
un potenziale problema di confusione potrà più facilmente avere luogo in quanto ognuno, in una situazione d'emergenza per
mancanza d'aria, reagirà in modo diverso a secondo della configurazione adottata.
Gli esploratori subacquei più esperti ed avanzati hanno, ormai, da molto tempo compreso che una reazione confusa o
ritardata ad una situazione d'emergenza costituisce un rischio inaccettabile.
I risultati del Woodville Karst Plain Project insieme all'attività addestrativa internazionale
della Global Underwater Explorer, hanno rimarcato l'attenzione sulla necessità di standardizzare
le attrezzature. In molti casi gli sforzi tesi ad evidenziare quest'esigenza sono stati oggetto di discussioni dai toni
infuocati, animati della convinzione della giustezza delle ragioni proposte. Indubbiamente le migliaia di ore d'immersione
in situazioni estreme, con miglia di grotte sommerse esplorate e numerosi record di esplorazione conseguiti, hanno posto
questi gruppi nella condizione ideale per sviluppare e standardizzare le migliori tecniche e procedure.
Sfortunatamente permane l'errata convinzione che la standardizzazione delle attrezzature, l'esigenza di mantenere una
configurazione "pulita" e l'attenzione per i dettagli siano concetti importanti solo per la subacquea tecnica o per
altri tipi d'immersione in condizioni rigorose. In realtà, una configurazione semplice e universale risulta di beneficio,
anche maggiore, per subacquei la cui esperienza è limitata. I rappresentanti del GUE hanno potuto constatare che l'addestramento
con questo tipo di approccio assicura il massimo successo tanto per i subacquei principianti quanto per quelli impegnati in
immersioni profonde nei freddi mari nordici.
Nei primi anni '80 lo sviluppo di una configurazione di attrezzatura standard ebbe inizio per merito di Bill Gavin e Bill Main,
che all'epoca cominciavano a dedicarsi all'esplorazione delle grotte nel Nord della Florida. Qualche anno, dopo Parker Turner
e Lamar English si unirono al gruppo dando vita al WKPP (Woodville Karst Plain Project), che divenne presto famoso per le
immersioni esplorative nelle profonde grotte dall'omonimo nome. Il gran numero di subacquei, che ben presto cominciarono a
seguire la configurazione e le tecniche sperimentate ed utilizzate nel team, dimostrarono il beneficio ed i vantaggi di una
configurazione pulita e standardizzata. Questa configurazione fu in origine denominata Hogarthiana dal nome di Willian Hogarth Main.
Nel corso di quasi un ventennio e di migliaia di ore dedicate alla esplorazione a largo raggio, con l'aggiunta di ulteriori dettagli,
miglioramenti, standard e procedure d'immersione, il sistema fu perfezionato fino a farlo diventare "Doing It Right",
- Il Modo Giusto - o, più semplicemente, DIR. La configurazione delle attrezzature DIR è "pulita", idrodinamica e caratterizzata
dal concetto di minimalismo. Il "prendere solo ciò che serve" è una filosofia importante nel concetto DIR. La regola è quella di
utilizzare e portare solo ciò che serve e non tutto quello che forse potrebbe servire.
Il sistema DIR è, però, ben più della configurazione delle attrezzature; è uno stile d'immersione che garantisce la cura di ogni aspetto
di ogni immersione, sotto il profilo della sicurezza, efficienza e produttività. L'immersione richiede una sforzo coesivo che inizia dalla
pianificazione anticipata fino alla sicurezza durante le operazioni in acqua. Il DIR è un sistema costruito per affrontare e risolvere tutti
i problemi nel modo più spedito ed efficiente possibile. I componenti del sistema non possono essere arbitrariamente cambiati
o tralasciati senza che ne risulti compromesso il sistema nel suo complesso, in quanto ogni sua parte è stata attentamente
sviluppata in modo da essere complementare al resto del sistema.

